PORTE AUTOMATICHE O RIPARI MOBILI?

PORTE AUTOMATICHE O RIPARI MOBILI?

Che tipo di certificazione deve avere una porta automatica per l’accesso alla zona pericolosa o per la chiusura di una zona di carico di una macchina sottoposta a Direttiva?
 
I varchi di accesso alle aree di manutenzione o più semplicemente gli sportelli che insistono su vie a rulli in prossimità delle baie di carico e scarico dei materiali vengono sempre più spesso gestiti da porte automatiche integrate nella protezione perimetrale, con quale tipo di certificazione queste possano essere immesse sul mercato è oggetto di dibattito e merita un’analisi approfondita.
 
    
 
Assunto che la macchina principale deve essere costruita e certificata secondo Direttiva Macchine 42/2006, per capire quale iter certificativo seguire occorre comprendere come l’accessorio porta automatica possa essere definito tra quelli elencati dalla direttiva con l’esclusione preventiva delle voci: “macchine”, “attrezzature intercambiabili” (es., utensili), “accessori di sollevamento”, “catene, funi e cinghie” e “dispositivi amovibili di trasmissione meccanica”, a questo punto restano solo due categorie che potrebbero rappresentare l’oggetto in discussione:
 
c) «componente di sicurezza»
 
 destinato ad espletare una funzione di sicurezza,
 immesso sul mercato separatamente,
 il cui guasto e/o malfunzionamento, mette a repentaglio la sicurezza delle persone,
 non è indispensabile per lo scopo per cui è stata progettata la macchina o che per tale funzione può essere sostituito con altri componenti.
 
L'allegato V della direttiva contiene un elenco dei componenti di sicurezza:
 
1. Ripari dei dispositivi amovibili di trasmissione meccanica.
2. Dispositivi di protezione per rilevare la presenza di persone.
3. Ripari mobili automatici interbloccati progettati per essere utilizzati come mezzi di sicurezza nelle macchine di cui ai punti 9, 10 e 11 dell'allegato IV.
4. Blocchi logici per assicurare funzioni di sicurezza.
5. Valvole dotate di mezzi ausiliari per il rilevamento di guasti destinate ad essere utilizzate per il comando dei movimenti pericolosi delle macchine.
6. Sistemi di estrazione per le emissioni delle macchine.
7. Ripari e dispositivi di protezione destinati a proteggere le persone esposte contro le parti mobili coinvolte nel processo di lavorazione delle macchine.
8. Dispositivi di controllo del carico e dei movimenti delle macchine per il sollevamento.
9. Sistemi di ritenzione per mantenere le persone sul sedile.
10. Dispositivi di arresto di emergenza.
11. Sistemi di scarico per evitare la formazione di cariche elettrostatiche potenzialmente pericolose.
12. Limitatori di energia e dispositivi di sicurezza citati ai punti 1.5.7, 3.4.7 e 4.1.2.6 dell'allegato I.
13. Sistemi e dispositivi destinati a ridurre l'emissione di rumore e di vibrazioni.
14. Strutture di protezione in caso di ribaltamento (ROPS).
15. Strutture di protezione contro la caduta di oggetti (FOPS).
16. Dispositivi di comando a due mani.
17. I componenti per macchine progettate per la salita e/o la discesa di persone da un piano all'altro
 
oppure,
 
g) «quasi-macchine»
Insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un'applicazione ben determinata. Un sistema di azionamento è una quasi-macchina. Le quasi-macchine sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina disciplinata dalla presente direttiva;
 
La definizione di “quasi macchina” è quella generalmente applicabile eccezion fatta per quanto descritto nel allegato V punto 3 allorquando i ripari mobili automatici (porte) sono destinati ad essere utilizzati nelle macchine di tipo 9,10 ed 11 dell’allegato IV:
 
ALLEGATO IV
Categorie di macchine per le quali va applicata una delle procedure di cui all'articolo 12, paragrafi 3 e 4
 
9. Presse, comprese le piegatrici, per la lavorazione a freddo dei metalli, a carico e/o scarico manuale, i cui elementi mobili di lavoro possono avere una corsa superiore a 6 mm e una velocità superiore a 30 mm/s.
10. Formatrici delle materie plastiche per iniezione o compressione a carico o scarico manuale.
11. Formatrici della gomma a iniezione o compressione, a carico o scarico manuale.
 
Per queste macchine particolari occorrerà seguire l’iter della certificazione CE completa del componente di sicurezza valutando le norme di tipo C, quelle di tipo B (EN ISO 12100, 14120, 13849, 14199, 13855, 13850) oltre ovviamente alla Direttiva e garantire la osservanza in fase esecutiva per ottenere la presunzione di conformità e la conseguente applicabilità della marcatura CE ed accompagnare il manufatto la seguente documentazione in lingua comunitaria e in quella di destinazione del riparo:
 
Certificato CE secondo direttiva macchine e norme armonizzate pertinenti
istruzioni per l’assemblaggio
fascicolo tecnico
etichetta di marcatura CE 
manuale di uso e manutenzione
 
In tutti gli altri casi si rientra nella definizione di “quasi-macchine” aprendo il campo alla sostituzione della marcatura CE con la meno impegnativa dichiarazione di incorporazione e spostando la responsabilità di certificazione nell’ambito più ampio della macchina principale asservita. Tuttavia anche in questo caso andranno verificate le conformità con le norme tipo C e B già elencate ma con la possibilità di spostare a monte o valle della porta (riparo) i requisiti di sicurezza richiesti nell’analisi del rischio macchina.
I documenti necessari per le quasi macchine in una lingua comunitaria:
 
dichiarazione di incorporazione
istruzioni per l’assemblaggio
documentazione tecnica pertinente
manuale di uso e manutenzione

 
 
Abbiamo pertanto configurato due fattispecie di conformità possibile che, seppure molto simili nei presupposti normativi, subiscono un iter documentale molto diverso per contenuti e responsabilità del “fabbricante”.
 
In quest’ambito occorre un accenno alla offerta attuale del mercato che vede un impiego prevalente di porte veloci certificate CE secondo le  EN 13241-1 “Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage”
che nulla hanno a che vedere con la direttiva macchine e con la prevenzione dei rischi.
 
La 13241-1 non fa parte della norme armonizzate alla direttiva macchine ma appartiene alla direttiva "Prodotti da costruzione" che prevede un obbligo per il fabbricante ad eseguire un certo numero di prove volte a determinare le prestazioni nei confronti delle caratteristiche di tenuta all'acqua, rilascio di sostanze pericolose, resistenza al carico del vento, resistenza termica, permeabilità all'aria, definizione della geometria di componenti di vetro, resistenza meccanica e stabilità, forze di funzionamento e durabilità senza che vi sia riferimento alcuno alla protezione dal pericolo.
 
Access produce e certifica in Direttiva Macchine 42/2006 ripari mobili automatizzati con caratteristiche funzionali rispondenti alle esigenze della macchina a cui vengono connesse:

• Tipologia di azionamento (es. elettrico, pneumatico)
• Tipologia della trasmissione (es.; a catena, fune, cinghia)
• Tipologia dello sportello (es singolo, doppio scorrevole laterale o verticale)
• Velocità di apertura e chiusura in funzione del tempo ciclo macchina
• Dimensioni fisiche dell’apertura
 
Ed aggiunge l’analisi dei requisiti di sicurezza tipici di un riapro avente funzione di riduzione del rischio
 
• Analisi rischio macchina e dei RES nello specifico 
• Criteri di progettazione dei ripari
• Distanze di sicurezza dal pericolo arti inferiori e superiori
• Caratteristiche strutturali di resistenza alla spinta (secondo ISO 14120)
• Caratteristiche di contenimento sostanze pericolose
• Compatibilità elettromagnetica
• Performance level richiesto per i circuiti di comando
• Dispositivi pressure sensitive
• Criteri di scelta degli interblocchi associati ai ripari 
 
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